Mind the gap

Oggi la psicologa ha detto che sto facendo passi da gigante, che in questi mesi ho avuto una maturazione importante e che sto prendendo la strada giusta. Non so se me lo dice perchè sta per andare in pensione, ma il fatto è che effettivamente mai come quest’anno mi sento una persona diversa, e mai come adesso ho paura di ricadere nella rete di tutte quelle cazzate e di tutti quei pensieri disfunzionali che per anni hanno invaso la mia vita e la mia mente. In ogni caso, quando stavo per andare via, sull’uscio della porta, mi ha salutata dicendomi:

Non si faccia calpestare da chi pensa solo a se stesso

Mi sono sentita fortissima, perchè ho capito che stavo andando dalla parte giusta.
Ero talmente tanto presa da questa frase che camminando verso la macchina ho rischiato di essere investita. Ho urlato contro la donna alla guida, pur sapendo di essere nel torto, e lei mi ha guardata spaventata credendo fossi appena scappata dal centro di salute mentale (da dove ero effettivamente uscita).
Sicurezza in se stessi si, onnipotenza forse no.

Voglio fare un film

Sono molto stanca, mi fanno male le gambe, vado a dormire presto.
Ho caldo, vorrei una birra fredda ghiacciata e una sigaretta lunga 10 metri.
In più mi piacerebbe stendermi su una ciambella a forma di fenicottero (sto in fissa, si) e navigare per le acque pulite della mia Calabria con un unico, solo, pensiero in testa: stasera frittura o pasta con il polpo?
E invece sto qui con la schiena a pezzi e la faccia sulla scrivania cercando di farmi entrare in testa più nozioni possibili (Che differenza c’è tra afasia fluente e non fluente? Dove si trova la corteccia cingolata anteriore? E la fossa posteriore?) e allo stesso tempo provando a non perderla (la testa) prima che sia troppo tardi.

Mi è capitato per caso di sentire una canzone che non ascoltavo da tempo e di rivivere un momento particolare, come se non me ne fossi mai andata da lì. Beh è bruttissimo, non lo auguro a nessuno, soprattutto se quello era un bel momento ed ora non c’è più. Duemila brividi e un senso di vuoto misto a orrore.
Mesi fa sarei andata su Youtube a risentire quella canzone a ripetizione aprendo altre mille ferite e sguazzando nel mio vittimismo masochistico, affacciata alla finestra con il (poco) vento tra i capelli, riflettendo su quanto la vita faccia schifo se non puoi avere quello che vuoi.
Stavolta però ho deciso di no. Sono così labile che anche un minimo tremolio potrebbe farmi cadere giù nel burrone della mia depressione.
Perciò ciao ciao bello chittese io voglio pace e tranquillità e amore for myself quindi addio voi brutti cattivoni che mi volete male apriamo la porta alla serenitàààààààààààààààààààààààààààààààààààà (pare vero).
Comunque la metto qui sotto, devo condividerla e dimostrare che non ho paura di una stupida canzone. Io so forte eh.

è passata una vita e non mi passa

Ao e niente, saranno pure passati 5 anni ma io se ti incontro divento sempre completamente insulsa e metto su un teatrino di cazzate del tipo che sicuramente penserai “non è cambiata di una virgola, è sempre la solita sempliciotta”.
Però io un po’ so cambiata, è che mi è difficile esprimerlo. Che dramma i primi amori.

L’arte di essere fragili

Sono contenta.
Perchè nonostante il mio modo di fare da ragazzina svampita, tutte le mie disavventure che i miei amici ascoltano ogni volta con stupore, il mio essere così terribilmente empatica e fragile come la punta di una matita troppo temperata, alla fine mi piace la vita che mi sto costruendo.
Perchè il tizio di Bla Bla Car mi ha presa in simpatia e mi ha aspettata alla fine del concerto, anche se i programmi non erano quelli, anche se i telefoni non prendevano, anche se pioveva, anche se c’erano cinquantamila persone. Mi ha aspettata, mi ha offerto un caffè e non mi ha fatto nemmeno pagare il ritorno. Mi ha accompagnata dritta a casa e mi ha detto “Vattene a dormire, sei stanca”.
Perchè nonostante mi senta sola la maggior parte delle volte, ho capito che la solitudine è solo un’indipendenza vista in modo negativo. E io amo la mia indipendenza. È diventata la cosa più preziosa che ho.
Perchè sono riuscita a vedere i Radiohead con i miei occhi e a sentirli con le mie orecchie.
Perchè ho scelto di circondarmi di persone genuine e sincere e sorridenti e ho scacciato via tutte quelle malate e tossiche, ipocrite e egoiste.
Perchè ho capito qual è la mia strada, ci ho messo un po’ ma ci sono riuscita.
Oggi voglio fare un inno a me, non lo faccio mai, lasciatemelo fare.

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L’occhio di Thom Yorke, quello sano.

Finchè ho le gambe, posso andare dove voglio

Volevo comprarmi una magliettina carina per il concerto di domani. Camminando per viale Regina Margherita ho incrociato una bancarella tanto graziosa e mentre giravo qua e là tra i vestiti, il marocchino (chissà se poi era marocchino) mi ha indicato con un sorrisone sulle labbra una maglietta bianca di quelle di pizzo che sembrano sempre andare tanto di moda. Esprimo al caro ragazzo il mio disappunto riguardo il fatto che le magliette bianche così se le possono mettere solo quelle magre belle alte e abbronzate e lui mi risponde: “tu provare, tu falsa magra, tu stare bene!”. Decido di dargli un po’ di fiducia solo per il fatto che falsa magra me lo diceva mamma da piccola e io l’ho sempre percepito come un complimento. Gli mollo il mio zainetto e i libri appena freschi di biblioteca, mentre lui trasforma il suo megasorriso in un’espressione di disappunto del genere “scusa ma per chi mi hai preso?”.
E niente mi provo questa magliettina ma capisco che evidentemente è tutto inutile, il bianco non fa per me, nemmeno tra 5 chili. Me ne vado con fare quasi disperato.
Domani vado al concerto dei Radiohead, a Firenze, da sola. Ho il pullman di ritorno alle 6 di mattina. Ci vanno un sacco di miei amici ma io li ho voluti fare tutti fuori (o loro hanno voluto fare fuori me, ancora non l’ho capito).
Alla fine sono entrata in un negozio qualsiasi ed ho comprato una maglietta con i fenicotteri, la amo. Ho scoperto che i fenicotteri sono i miei animali preferiti. Strano, non piacciono proprio a nessuno.
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