Stuck on the puzzle

La mia vita ultimamente somiglia a uno di quei film fatti apposta per gli adolescenti in cui c’è quel ragazzo, spesso nerd, spesso affetto da sindrome di Asperger o più semplicemente sociopatico, che gira per i corridoi della scuola con la faccia annoiata e triste. Telecamera puntata su di lui, tipica canzone pop/rock anni ’90, e sullo sfondo persone accelerate che (non) lo trattano come se fosse invisibile.
Mi immagino questo frame: sdraiata sul letto a pancia in giù con l’espressione di chi è tanto stanco ma allo stesso tempo seccato e sconsolato, disco in sottofondo, qualche monologo interiore che tanto fa immedesimare le persone, eh niente, così.
Poi a un certo punto dovrebbe partire l’intreccio. Accadere qualcosa di fantastico che tiene lo spettatore davanti allo schermo. Un amore unico e particolare, una nuova amicizia, un’avventura di quelle che proprio ti ricorderai per sempre e segneranno il resto della tua vita (vedi Stand by me, ricordo di un’estate).
Però il mio, di film, potrebbe tranquillamente continuare e finire con me sdraiata sul letto, a pancia in giù, il mio disco e i miei monologhi interiori.

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