Tragicomedy

Rientrare dalle vacanze e accettare un invito a pranzo da parte di tua nonna senza essere al corrente che al suddetto pranzo ci saranno altri 5-6 parenti il quale repertorio di domande per te andranno dal quando ti laurei? al quando ti fidanzi?
Tornare a casa, accendere il pc e decidere così, di punto in bianco di dare una bella ripulita. Guardare le foto di anni fa, farsi salire l’ansia (tutti quegli screenshot di messaggi sembrano fatti apposta per essere tirati fuori in situazioni come queste, che manco il peggiore dei masochisti oserebbe leggerli). Poi decidere di pulire la cronologia, tutto internet, senza rendersi conto di aver cancellato il 100% delle password di qualsiasi tipo di sito che richieda un accesso. Bestemmiare (o fare finta di farlo) e scavare nella memoria residui di ricordi di momenti in cui hai preso la decisione di scegliere quella password piuttosto che quell’altra (alexturner era mille anni fa, potrei provare con wonderwall, o perchè no wishyouwerehere?). Riuscire a ricostruire un pc che abbia un minimo di personalità, e per di più decidere di farsi i capelli rosa, scoprendo poco dopo che il rosa non ha attecchito.
Domenica 6 agosto, mare no?

Stuck on the puzzle

La mia vita ultimamente somiglia a uno di quei film fatti apposta per gli adolescenti in cui c’è quel ragazzo, spesso nerd, spesso affetto da sindrome di Asperger o più semplicemente sociopatico, che gira per i corridoi della scuola con la faccia annoiata e triste. Telecamera puntata su di lui, tipica canzone pop/rock anni ’90, e sullo sfondo persone accelerate che (non) lo trattano come se fosse invisibile.
Mi immagino questo frame: sdraiata sul letto a pancia in giù con l’espressione di chi è tanto stanco ma allo stesso tempo seccato e sconsolato, disco in sottofondo, qualche monologo interiore che tanto fa immedesimare le persone, eh niente, così.
Poi a un certo punto dovrebbe partire l’intreccio. Accadere qualcosa di fantastico che tiene lo spettatore davanti allo schermo. Un amore unico e particolare, una nuova amicizia, un’avventura di quelle che proprio ti ricorderai per sempre e segneranno il resto della tua vita (vedi Stand by me, ricordo di un’estate).
Però il mio, di film, potrebbe tranquillamente continuare e finire con me sdraiata sul letto, a pancia in giù, il mio disco e i miei monologhi interiori.

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