Finchè ho le gambe, posso andare dove voglio

Volevo comprarmi una magliettina carina per il concerto di domani. Camminando per viale Regina Margherita ho incrociato una bancarella tanto graziosa e mentre giravo qua e là tra i vestiti, il marocchino (chissà se poi era marocchino) mi ha indicato con un sorrisone sulle labbra una maglietta bianca di quelle di pizzo che sembrano sempre andare tanto di moda. Esprimo al caro ragazzo il mio disappunto riguardo il fatto che le magliette bianche così se le possono mettere solo quelle magre belle alte e abbronzate e lui mi risponde: “tu provare, tu falsa magra, tu stare bene!”. Decido di dargli un po’ di fiducia solo per il fatto che falsa magra me lo diceva mamma da piccola e io l’ho sempre percepito come un complimento. Gli mollo il mio zainetto e i libri appena freschi di biblioteca, mentre lui trasforma il suo megasorriso in un’espressione di disappunto del genere “scusa ma per chi mi hai preso?”.
E niente mi provo questa magliettina ma capisco che evidentemente è tutto inutile, il bianco non fa per me, nemmeno tra 5 chili. Me ne vado con fare quasi disperato.
Domani vado al concerto dei Radiohead, a Firenze, da sola. Ho il pullman di ritorno alle 6 di mattina. Ci vanno un sacco di miei amici ma io li ho voluti fare tutti fuori (o loro hanno voluto fare fuori me, ancora non l’ho capito).
Alla fine sono entrata in un negozio qualsiasi ed ho comprato una maglietta con i fenicotteri, la amo. Ho scoperto che i fenicotteri sono i miei animali preferiti. Strano, non piacciono proprio a nessuno.
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