Poesia

Oggi, mercato delle 7. La gente passeggia tranquillamente tra un banco dell’usato e uno di frutta e verdura. Il panettiere sfoggia la sua pizza infarinata appena uscita dal forno, il pescivendolo taglia il salmone in tranci. Le signore si salutano e si fermano a fare due chiacchiere su quanto faccia già caldo e quanto faccia male la schiena.
Poi c’è lei, sulla quarantina, che urla al telefono:
“Ao ma che nun te ricordi de quanno io t’aspettavo a casa e te tornavi e me chiedevi de lavatte le mutande sporche perchè annavi co le altre?”
Buongiorno Roma, ti amo anche per questo.