Penni, sai misurare la pressione? Non mi sento molto bene

Si nonna ma aspettiamo dieci minuti, sei troppo agitata ora.

In quei minuti ti tengo la mano fredda e tu prendi il mio dito e lo stringi così forte proprio come un neonato e proprio in quei minuti realizzo che non voglio perderti che non voglio vederti in quello stato che mi mancherai e probabilmente già mi manchi e che anche se tutti ti odiano perché sei sempre stata dura, orgogliosa ed egoista penso che in fondo solo io ti ho conosciuta e capita veramente. Guardo ogni angolo della casa e fotografo tutto, non voglio dimenticare i tuoi viaggi, i tuoi disegni, il tuo gusto nel vestire e nell’arredare, la tua passione per la storia e l’architettura mi è bastato già nonno e vorrei stringerti e abbracciarti così tanto forte ma non posso e allora mi dico che non posso passare la vita ad aspettare un momento, non posso vivere con l’ansia di qualcosa che potrebbe succedere. Mi dispiace nonna vorrei darti più tempo mi dispiace sentire la tua solitudine mi dispiace che non ricordi più alcune cose, mi dispiace che non accetti di non poter tornare a guidare, a ballare, a vedere il mondo e mi dispiace che odi il silenzio, vorrei portarti fuori vorrei che facessi uno sforzo vorrei che avessi ancora un po’ di energia da dedicarti, ma mi rendo che quello che ti basta adesso è solo una persona che ti capisca e che ti dia un dito da stringere per essere sicura che tutto vada bene.

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