La fine della farsa

Normale avere paura e pensare di aver perso grandi occasioni della vita in un momento così introspettivo e allo stesso tempo irreale come quello di una quarantena. Anche solo la parola sembra assurda, ricorda i film apocalittici o qualche videogioco a cui giocava mio padre nel 1997. Chissà quante cose non abbiamo detto sperando che prima o poi lo avremmo fatto o semplicemente per orrore di quello che sarebbe successo.
E lei pensava con esattezza a quello, nello specifico a una persona. Aveva paura che non avrebbe avuto più il tempo né l’occasione per farlo. Eppure pochi mesi prima era lì, a disposizione. Lo vedeva quasi tutti i fine settimana, e nonostante fossero passati più di sette anni dal loro primo incontro, quello che lei provava non era mai cambiato. L’esito era sempre lo stesso. Non le erano bastati i gesti palesi, i tradimenti, le cattiverie inconsapevoli e i rifiuti. Per lei era solamente una persona che non riusciva a capire – ancor meno – ad esprimere le sue viscere, forse solo con qualcuno che lo avrebbe aiutato a farlo. Si attaccava agli sguardi. Gli sguardi nel bel mezzo di nulla. Spesso si sentiva osservata e ogni volta che si girava vedeva lui guardarla, ma guardarla in un modo in cui forse non l’aveva e non l’avrebbe mai guardata nessun altro. E per lei quello era tutto. Era la dimostrazione che avrebbe solo dovuto fare qualcosa e dire esattamente le cose come stavano. Ma era sempre stata troppo orgogliosa e insicura per farlo. E ogni notte fino alle sei del mattino nel suo letto si chiedeva cosa sarebbe potuto succedere se fosse stata un po’ più forte e se mai avesse avuto l’occasione di incontrarlo di nuovo.
Così, a quarantena finita, diversa e probabilmente più forte di quello che avrebbe pensato, lo incontrò. Un discorso che si era preparata da sempre al quale ogni anno aggiungeva qualcosa, snocciolando tutte le occasioni, gli aneddoti e le sequenze della loro vita che avevano passato distanti e vicini. Lui, guardandola con imbarazzo e affanno, accennando un ghigno quasi come fosse impossibile che potesse essere pensabile, le disse schiettamente che da parte sua non era mai stato così.

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